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Prostatite: una panoramica generale

Disturbo comune al 10% degli uomini italiani, la prostatite è un’infiammazione che, se non curata adeguatamente, può cronicizzare e comportare problemi di erezione o, in alcuni casi trasformarsi in tumore. Nel nostro portale affronteremo l’argomento più da vicino, andando ad analizzare cause, sintomi e rimedi naturali.

Prostatite: cos’è?

Per prostatite si intende un’infiammazione a carico della prostata, una ghiandola dell’apparato genitale maschile posta sotto la vescica. È responsabile della produzione dello sperma e della corretta mobilità degli spermatozoi, aumentando la fertilità dell’uomo.

L’infiammazione, di tipo batterico o meno, interessa gli uomini in età adulta, dai 40 anni in su anche se esistono casi di prostatite giovanile. L’Ingrossamento della ghiandola può comportare diverse problematiche tra cui difficoltà nella minzione, erezione debole e scarsa fertilità. Il disturbo va curato tempestivamente per non cronicizzare o trasformarsi nel peggiore dei casi in tumore.

Sintomi della prostatite

Allo stadio iniziale, la prostatite non ha sintomi ben precisi, motivo per cui spesso la diagnosi viene effettuata tardivamente. Spesso viene confusa con la cistite, ma se il disturbo dovesse persistere per diverso tempo e non guarire anche dopo una cura specifica, è bene rivolgersi ad uno specialista.

In linea di massima, l’infiammazione alla ghiandola prostatica si manifesta con:

bruciore durante la minzione.

Disuria, una condizione dolorosa che implica difficoltà nell’emissione di urina.

Bisogno di urinarie con più frequenza, in quanto si ha la fastidiosa sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica.

Urine maleodoranti e torbide.

Dolori al basso ventre, anche dopo l’eiaculazione e i rapporti sessuali.

Tracce di sangue nelle urine o ematuria.

La prostatite può essere causata da un’infiammazione di tipo batterico a carico dell’apparato urinario o dell’uretra. Esistono tuttavia forme abatteriche causate da traumi, problemi immunitari, psicologici o neurologici.

Altri fattori di rischio potrebbero essere: una cattiva alimentazione, l’abuso di alcolici e di tabacco, l’astinenza sessuale, una vita sedentaria e un’infezione provocata da rapporti non protetti. In questo caso, è sufficiente intervenire migliorando alcune abitudini poco corrette. Un trattamento a parte, come vedremo nei prossimi paragrafi, va riservato nel caso in cui la prostatite sia causata da fattori ereditari, da malattie sistemiche, da traumi della regione pelvica.

Tipologie di prostatite

Fino a questo momento abbiamo trattato la prostatite in modo molto generico, tuttavia il disturbo si presenta in 4 forme differenti, i cui sintomi possono anche variare:

prostatite batterica acuta: Nota anche come PBA, è di tipo batterico. I sintomi sono molto dolorosi, al punto da richiedere in alcuni casi il ricovero. Si manifesta con serie difficoltà durante la minzione, febbre alta, piccole di quantità di sangue nelle urine, dolori muscolari, brividi. La diagnosi può essere effettuata con una semplice urinocoltura.

Prostatite batterica cronica: La PBC, a differenza della precedente, si sviluppa gradualmente e in maniera meno violenta. I sintomi possono persistere anche per tre mesi e oltre, confondendosi con una semplice cistite. La diagnosi viene di solito effettuata tardivamente così come l’inizio delle terapie. Le cause non sono ancora note, ma pare che il disturbo non abbia nulla a che vedere con i batteri.

Prostatite abatterica (o cronica non batterica): È provocata da microrganismi non batterici e segue un andamento cronico. Lo sviluppo del disturbo può essere legato a malattie neurologiche, problemi di natura psicologica, traumi perineali e ostruzioni della vescica. Il paziente può avvertire dolore dell’area pelvica e durante la minzione. Raramente compare la febbre alta.

Prostatite asintomatica infiammatoria. Essendo asintomatica, l’uomo non avverte alcun tipo di dolore o segnale che possa indicare la presenza dell’infiammazione, che viene diagnosticata solo dopo un esame del liquido prostatico e dello sperma. In genere non richiede alcun tipo di trattamento.

Diagnosi e trattamento della prostatite

Il più delle volte i casi di prostatite sono semplicemente la forma cronica della patologia che si manifesta in genere con dolori moderati, infiammazione ed anche gonfiore.

Gli uomini che soffrono di prostatite cronica acuta possono avere febbre, brividi, dolore nell’apparato riproduttivo e bruciare durante la minzione. Tutto ciò si diagnostica molto facilmente andando a rilevare la presenza di batteri e leucociti nelle urine.

I batteri responsabili della prostatite sono differenti: l’Escherichia Coli, la klebsiella ed il proteus. In genere questa patologia viene curata con la somministrazione di antibiotici molto forti come la doxiciclina che è in grado di eliminare completamente tutti i batteri.

Vi è però da specificare che le cure antibiotiche non affrontano la causa dell’attacco batterico e per questo motivo non risolvono il problema alla radice.

Rimedi naturali e consigli

Come è stato già anticipato, la prostatite può essere la conseguenza di uno stile di vita scorretto e di cattive abitudini. Pertanto, per prevenire o evitare l’aggravarsi dei sintomi con serie ripercussioni sulla salute e la fertilità, è importante migliorare ogni aspetto del proprio stile di vita, eliminando tabacco e alcool, facendo attenzione all’alimentazione, riducendo il consumo di carne e aumentando, invece, le porzioni giornaliere di frutta e verdura.

Bisogna bere molta acqua, nelle quantità indicative di 2 litri al giorno, perché oltre ad idratare il corpo, depura e regola l’azione intestinale. Vanno limitati i cibi piccanti o comunque molto speziati, i formaggi stagionati e gli insaccati. Sarebbe opportuno anche eliminare o ridurre le tazzine di caffè giornaliere, in quanto hanno un effetto negativo sull’infiammazione e provocano l’ingrossamento della ghiandola prostatica. Un ulteriore aiuto, potrebbe provenire dall’assunzione di integratori alimentari naturali contenenti zinco, vitamina D3 ed E. Via libera al consumo di tè verde il quale, essendo ricco di antiossidanti, contrasta i radicali liberi e quindi l’invecchiamento di cellule e tessuti.

L’obesità è un altro fattore di rischio da tenere sotto controllo. Chi soffre di prostatite ed è in sovrappeso dovrebbe prima raggiungere il peso forma e poi sottoporsi ad un trattamento efficace per la cura del disturbo. No quindi alla sedentarietà e sì alle attività sportive in palestra oppure all’aria aperta. Diversi studi recenti confermano che esiste un rapporto intrinseco tra obesità e complicazioni alle vie urinarie, sviluppate proprio a causa di un ingrossamento della prostata. Inoltre, è stato dimostrato che l’obesità può essere anche la prima causa dello sviluppo del cancro alla prostata. In questo caso, la prevenzione viene prima di tutto. Rivolgersi ad uno specialista può aiutare a perdere peso in maniera equilibrata ed adeguata, migliorando la situazione fisica.

Chi soffre di prostatite, dovrebbe evitare di passare molto tempo seduto alla scrivania oppure in auto. Si suggerisce di alzarsi di tanto in tanto, fare una passeggiata in stanza o all’aria aperta, in modo da non infiammare ulteriormente la ghiandola.

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